17.02.2014

PUNCTUM: SENZA PAROLE

17.02.2014

PUNCTUM: SENZA PAROLE

Dimentica la lettura! Guarda!
Johannes Molzahn, Nicht mehr lesen!
Sehen! (1928)

Buongiorno a tutti!
Dopo aver sondato il rapporto con il soggetto da fotografare e l’importanza del contesto in cui avviene lo scatto, oggi sempre io, Camilla di Zelda was a writer, vi parlerò dell’importanza di scatti che raccontino una storia… I miei preferiti! In definitiva, se la fotografia mi piace così tanto, è perché si tratta di un ulteriore modo per raccontare storie.

Lasciatemi introdurre nuovamente gli amici che riempiono questi post con i loro volti: Justine Romano de Le Funky Mamas,Canio Salandra aka The Sputnik Guy, Riccardo Casiraghi e Stefano Paleari di Gnam Box, Laura Anzani e Clelia Bos.

1. punctum racconto - justine

2. punctum racconto -laura

Le immagini raccontano, tutte lo fanno. Lewis Hine lamentava il fatto di non saper raccontare storie con le parole perché, in tal caso, avrebbe evitato di girare con una macchina (ai suoi tempi la strumentazione non era affatto agile come la nostra!). Ma, se tutto racconta, è innegabile che esistano scatti che più di tutti lo fanno, scatti in grado di esprimere molto del soggetto fotografato e dell’intenzione di chi è dietro l’obiettivo.

Come si fa a raccontare una storia? In che modo l’immagine può supplire all’assenza della parola, del movimento, della progressione?
Per una storia, volendo banalizzare in modo imperdonabile, ci vogliono dei personaggi, una trama e un certo punto di vista con cui guardare tutti gli elementi in gioco. Spesso, l’accostamento di due fotogrammi può regalare dinamismo a certi aneddoti, altre volte una certa espressione o un modo di fare possono dar vita a un racconto che parte dalla foto e vive nell’immaginazione di chi guarda. Io impazzisco letteralmente ogni volta che m’imbatto in uno specchio fotografato da Brassaï: un campo-controcampo, storie a profusione, dinamiche tra i personaggi e sentimenti, tutto è incluso nella stessa immagine!

Qui sotto Riccardo e Canio prendevano in giro Stefano, che si dichiarava fiero delle sue nuove scarpe. Accostare un prima e dopo, mi sembra racconti molto bene la loro complicità.

3. punctum racconto - canio e gnam

Nei due fotogrammi successivi, invece, stavo per fotografare i miei tre amici, quando è passata una bicicletta. Ho deciso di accostarli doppiando Stefano, perché, mentre Riccardo e Canio restavano sostanzialmente fermi, lui ha mosso il braccio e mi è sembrato che il suo movimento facesse procedere la storia.

4. punctum racconto - canio e gnam

Ok, lo ammetto, qui salta fuori il mio apprendistato cinematografico e la necessità di movimento che si porta sempre dietro. In generale, però, posso dirvi questo: io adoro fotografare le persone perché mi sembra che siano sempre portatrici di una serie di espressioni e di sguardi che chiunque ha conosciuto nella sua vita o che forse è prossimo a farlo. Storie di amori e rifiuti, storie di grandissime risate e di democratici dolori. Fotogrammi di sdegno che ti si imprimono nella mente, registrazioni di sguardi anelanti che in un momento del tutto inaspettato, tra tanti altri, hanno cercato solo il tuo.

5. punctum racconto - laura

Riconosciamo negli altri quello che siamo stati, quello che vorremmo avere e, perché no, quello che non diventeremo mai, ma che riesce a portarci fuori da noi. Per tutto il tempo che serve a rendere la nostra un’esistenza più sopportabile.

6. punctum racconto - justine

Le persone sono energia e passione. Le persone, se lasciate agire senza troppe sollecitazioni, cercano ciò che le rende immensamente felici o ciò che al contrario le attanaglia, le impensierisce. Tracciare una geografia mentale del loro pensiero, avendo a disposizione solo la luce, diventa una sfida bellissima!

7. punctum racconto - laura

Il fotografo imbalsama (termine caro a Bazin) stati d’animo, ne stimola di nuovi o li mette semplicemente in scena. La sfida del fotografo è farsi ispirare dai codici di altri mezzi artistici e fonderli con la ricca e inesauribile vena di creatività di cui dispone.
Ditemi un po’, quella che per ben due post ho definito “una stregoneria” potrà forse non riuscirci?!

8. punctum racconto - clelia

Nel prossimo e ultimo post di questo progetto, definiremo l’emozione.
A presto,
Camilla
Zelda was a writer

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