18.03.2013

LA DISPENSA É UN VIAGGIO

18.03.2013

LA DISPENSA É UN VIAGGIO

Nella dispensa di casa c’è la pasta e la farina, e ci sei tu.

Nella dispensa di casa c’è la pasta e la farina, e ci sei tu: la propria dispensa è un viaggio strano, che inizia sempre con una buona dose di ingenuità.

All’inizio del viaggio, si procede per imitazione: da una parte le infinite possibilità del cibo di ogni forma, luogo, colore; dall’altra persone influenti in campo gastronomico (blogger, giornalisti, la zia che sa cucinare) che guidano l’orientamento delle tue scelte.

Ecco che si sviluppa in maniera silenziosa il primo tic della dispensa naïf: l’accumulo. Sugli scaffali vengono collocati, in una sequenza rapidissima da film comico muto, esemplari di ingredienti avvistati sui libri, in rete, a casa della zia che sa cucinare (sempre lei). Arrivano poi gli ingredienti inutili, quelli che non verrano usati mai e quelli belli ma stravaganti.

Quando cresci, anche la tua dispensa matura, acquisisce saggezza, diventa leggera: col tempo si scopre che i fondamentali sono pochi e buoni. Un set di taglieri da battaglia, da usare anche per servire la pizza; zafferano in pistilli e non in polvere; farina macinata a pietra, un riso Carnaroli che tenga la cottura; biscotti alla frutta per il tè con gli amici, un buon pepe da macinare fresco.

Certo, la dispensa conserva sempre un po’ di estro giovanile, ed ecco spuntare una scatolina piena di fogli d’oro o un guanto pelapatate (o scrub, all’occorrenza).

Nella tua dispensa a volte basta solo lui, mentre sbuccia un’arancia da condividere.

Guest blogger: Mariachiara Montera  –  www.thechefisonthetable.it

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