02.12.2013

Istantanee da micromondi

02.12.2013

Istantanee da micromondi

Come inizia questa storia? Da quando un pomeriggio mio padre mi mise davanti a un cavalletto nel cortile della nostra casa con dei colori in mano e una tela bianca. Da lì ho capito che l’immaginazione era la chiave di tutto. L’immaginazione per guardare in maniera diversa la realtà, un pensiero, o semplicemente una luce accostata ad un’ombra. Ed è sempre l’immaginazione che ti permette di raccontarla: con lei apri porte altrimenti chiuse, ci spii dentro. Un po’ come sognare ad occhi aperti.
Da allora disegno, anche se non è proprio il termine giusto.

Da allora illustro pezzi di storia. Anche se il procedimento è totalmente inverso.
Prima arriva l’immagine, esce dalla matita, continua il discorso con la china e lo finisce con il con il colore. Da lì in poi inizia a raccontarsi con  le parole. Si potrebbe dire che ho scritto interi libri, solo ed esclusivamente nella mia testa. Quel che disegno è l’illustrazione di questo discorso muto. Lo faccio da sempre, ho riempito blocchi interi di storie più o meno finite.
Quando ho iniziato ad usare Instagram però mi si è aperto un mondo totalmente inaspettato. All’inizio lo usavo per catturare attimi della mia vita, un aspetto questo, che non ho abbandonato perché mi diverte e soprattutto mi ha aiuta a guardare ciò che mi circonda in maniera drasticamente diversa. Più mi appassionavo al mondo della fotografia più sentivo l’esigenza di affiancarlo al mio mondo illustrato.

Ci ho messo un po’ a trovare il modo di accostare lo scatto alla storia, ma alla fine posso dire, per ora almeno, di aver trovato il modo di raccontare i micro mondi che si trovano nella mia testa e che escono illustrati su Moleskine.
Volevo che attraverso lo scatto arrivasse tutta la matericità del procedimento, non solo il disegno in sé, ma proprio ciò che circondava queste “parole illustrate”, ciò che nella mia testa le aveva ispirate. E quindi dovevano esserci nella composizione la mia Moleskine, il disegno, le parole e la fonte da cui il tutto proveniva. Ed ecco il risultato, l’accostamento tra gli oggetti, il fondo bianco come tela e il disegno sul suo naturale supporto.
La cosa più difficile è stata trovare la giusta luce e angolazione per catturare i soggetti. Ho sperimentato diverse tecniche, dalla composizione fine a se stessa, la moleskine in piedi, scorciata: ho fatto mille prove! Fino a questi ultimi scatti.
Ho scoperto che il bianco è fondamentale per riuscire a dar corpo al soggetto, anzi ai soggetti, perché non è solo del disegno che si parla. Il passaggio successivo è stato inserire la mia mano come parte della composizione. Una sorta di guida, fissata nell’attimo dello sfogliare o nell’istante in cui interagisce con il disegno stesso.

La sfida più grande però è stata trovare un’unità di stile. Perché l’ispirazione di solito, quando arriva, arriva. Anche di notte! Ho preso a scattare sempre più o meno alla stessa ora, nello stesso posto e cercando di catturare la stessa luce. Poi il resto lo faccio con l’editing, cerco di ammorbidire le ombre e armonizzare i colori, di solito utilizzando l’app di Vsco.
Ecco, più o meno è tutto. Così nasce il progetto [sketchingwords]

Cinzia Bolognesi – graphic designer and illustrator

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