12.12.2013

COME FARE UN FOOD REPORTAGE CON POCA LUCE

12.12.2013

COME FARE UN FOOD REPORTAGE CON POCA LUCE

In questo articolo vi darò alcuni consigli per realizzare foto di food-reportage in interni, con luce scarsa (magari anche colorata), velocemente, senza farsi notare troppo per non disturbare i presenti.
Quando devo fare dei food reportage cerco sempre di essere il meno invadente possibile, non voglio rovinare l’esperienza culinaria a chi mi sta intorno, indipendemente dal fatto che si tratti di una semplice cena al ristorante o di un grande evento. La cosa che da più fastidio alle persone che si stanno godendo la cena, o a chi in quel momento sta lavorando e cucinando, sono i flash continui e ripetuti. Quindi scatto con la luce che trovo e mi adeguo alla situazione.

Le luci in questi casi sono spesso basse, soffuse e calde, per creare un’atmosfera rilassante, e anche se ad occhio nudo sono bellissime, spesso sono una tragedia per la macchina fotografica. Con scarsità di luce le immagini hanno più probabilità di venire mosse quindi si può ovviare al problema utilizzando un treppiede.

Potete inoltre utilizzare un obiettivo molto luminoso, un f1.8 o f1.4 magari. Scattare a diaframma molto aperto, oltre che per avere più luce, vi sarà d’aiuto anche per isolare il soggetto e sfocare ciò che di estraneo avete intorno. Agli eventi non abbiamo il controllo del set e non possiamo metterci a spostare persone, tavoli, o oggetti vari. Inoltre secondo me è sempre bene non dare troppo nell’occhio perchè più vi si nota, più le persone si sentiranno “osservate” e saranno meno spontanee. Se dovete fotografare un piatto di spaghetti ovviamente il problema non sussiste, ma se volete fotografare anche lo chef al lavoro o fare qualche foto d’insieme dell’evento, potreste trovare più difficoltà se vi presentate con un obiettivo ingombrante. Un obiettivo voluminoso comporta anche una borsa più capiente e un peso maggiore da portarsi dietro e in certe situazioni in cui magari è richiesta un minimo di eleganza non è male poter pensare anche di portarsi una borsa di dimensioni contenute.

Un altro problema può essere il colore della luce. Nei ristoranti le luci calde spesso tendono al giallo-arancio, agli eventi invece possono capitare anche luci decorative colorate dal blu, al magenta al rosso e magari possono persino variare colore nell’arco della serata (quando finirà la moda delle luci dinamiche sarò felicissima!). Anche in questo caso visto che non abbiamo tempo di tirar fuori cartoncini grigi per prendere il giusto bilanciamento del bianco ad ogni scatto, è bene regolarsi da soli foto per foto modifcando il valore della temperatura colore direttamente dalla macchina fotografica. Se le dominanti colorate della luce sono molto forti e non trovate il modo di renderle neutre modificando la temperatura colore, cercate di girare la situazione a vostro favore, rendendo quella dominante una caratteristica e un valore aggiunto della foto, per creare un’atmosfera diversa, meno realistica ma magari più vintage o poetica o “dreamy” come dicono gli americani.

Se non siete seduti al tavolo perchè vi trovate ad un buffet o comunque avete la possibilità di spostarvi con il piatto in mano, cercate il punto con la luce migliore. Se nella sala c’è una illuminazione da soffitto, mettetevi perpendicolarmente sotto un punto luce in modo da avere il piatto ben illuminato senza che si creino ombre sgradevoli. Se invece il soggetto non si può spostare (come nel caso di una intera vaschetta di gelato della foto sopra) e la luce è molto piatta e poco interessante, lavorate di più in postproduzione dando luminosità alla parte centrale della foto e scurendo i bordi con una leggera vignettatura. Attenzione però a non esagerare altrimenti otterrete un effetto troppo falso.

Un’altra cosa a cui fare attenzione sono i fondi. Cercate di scattare facendo si che il soggetto non abbia dietro di se un fondo dello stesso colore, o di un colore simile altrimenti non rendereste ben riconoscibile la sua forma. Se serve cambiate angolazione di scatto, non dovete rimanere per forza frontali, oppure spostate alcuni piccoli oggetti per ottenere il risultato che volete. Nella foto sopra ad esempio, lo zucchero a velo nel bignè non si sarebbe visto bene con uno sfondo bianco, così ho spostato i tovaglioni neri dietro al bignè in modo da creare un contrasto cromatico e mettere in rilievo le forme.

Agnese Gambini
Agnese Gambini è una fotografa specializzata in food e la blogger de “L’amaranto e il melograno”. Per lavoro realizza immagini, servizi e reportage fotografici per editori, chef, ristoratori, aziende e produttori legati al mondo dell’enogastronomia, ma non solo. Si occupa anche di postproduzione digitale e fotografia d’interni. Grande appassionata di cucina, con il suo blog cerca di creare consapevolezza sul tema dell’alimentazione sana, naturale ed etica, pubblicando ricette e notizie su ingredienti e prodotti.

sito: agnesegambini.it
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