18.02.2014

Testiamo il nuovo Manfrotto Pocket!

18.02.2014

Testiamo il nuovo Manfrotto Pocket!

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Hai presente quando vedi qualcosa e pensi subito “E’ così semplice e geniale..perchè non ci ho pensato io?”.

Questo è quanto certamente ti succederà quando prenderai in mano “Manfrotto Pocket MP1”, soprattutto se come me hai passato anni ad improvvisare cavalletti per la tua fotocamera con pacchetti di sigarette, libri o ripiani di dubbia stabilità!

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Con uno spessore di appena 0,75 centimetri e un peso di soli 30 grammi, Pocket è il più piccolo treppiede attualmente disponibile nel catalogo Manfrotto.

Si, ufficialmente è un treppiede, ma non appena montato ti accorgerai che in realtà assomiglia più ad una vera e propria estensione della tua fotocamera alla quale difficilmente riuscirai a farne a meno.

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Pocket è costituito da una basetta opportunamente sagomata in zamak, una lega a base di zinco che garantisce leggerezza e robustezza, alla quale sono applicati tre piedini orientabili individualmente rivestiti in gomma.

L’accoppiamento alla macchina è assicurato da una vite da 1/4” che lo rende di fatto compatibile non solo con tutte le fotocamere moderne, ma anche con la stragrande maggioranza delle fotocamere più datate.

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Nonostante sia un oggetto così piccolo, la fattura è davvero pregevole ed è facile trovare rifiniture in qualunque dettaglio: la base metallica è rivestita di vernice protettiva colorata, e sopra di essa sono applicati sei punti di appoggio in gomma ultrasottile per non rigare in alcun modo la fotocamera.

La vite di fissaggio è libera di scorrere assialmente in una guida opportunamente sagomata in modo di adattarsi al foro di fissaggio di tutte le fotocamere, ed una volta fissa la stabilità è garantita da un piccolo ma prezioso o-ring in gomma.

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I piedini, anch’essi in gomma antiscivolo, sono fissati alla basetta grazie ad un sistema a molla che sembra decisamente robusto..staremo a vedere.

Infine, sul piedino in gomma centrale è presente il logo Manfrotto che da quel tocco di classe che non guasta.

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Beh..a guardarlo sembra davvero perfetto, e con il fatto che posso sceglierlo in ben 7 colorazioni non ho davvero scuse per non riuscire ad abbinarlo alla mia macchina fotografica..ma può un fotografo paesaggista abituato a maltrattare i suoi cavalletti fidarsi di una semplice occhiata?

Certo che no!

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Partiamo con quello che sembra il punto debole: i piedini retrattili. Dopo due puntate di Game of Thrones passati ad aprire e chiudere in continuazione uno dei piedini, non ci sono segni di allentamento e una volta selezionata la posizione esatta di apertura, resta assolutamente stabile.

Proviamo così la stabilità, e con una fotocamera compatta di 150 grammi, i piedini in gomma riescono a tenerla perfettamente in posizione ad oltre 30 gradi di inclinazione..non male, e questo non mi fa avere alcun dubbio sulla portata dichiarata di 600 grammi, che per intenderci è quello di una fotocamera Bridge evoluta!

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Bene..ma se piove?

Dopo un abbondante lavaggio sotto il rubinetto, lo lascio qualche giorno aperto senza toccarlo: la vernice non ne risente, le molle non presentano segni di ossidazione e i piedini in gomma sono perfetti.

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L’ultima prova è una più che dovuta caduta dal secondo piano del mio palazzo (no, la fotocamera l’ho tolta!): lo zamak fa il suo lavoro egregiamente, poiché nonostante l’inevitabile ammaccatura, la struttura non si deforma e l’accoppiamento alla macchina fotografica è semplicemente perfetto.

Insomma, questo Pocket mi stupisce positivamente sotto tutti i punti di vista, e alla fine più che chiedermi quali sono i buoni motivi per doverlo acquistare, mi chiedo se ci sia davvero un motivo per smontarlo dalla mia fotocamera. Mi sa proprio di no: zaino in spalla, Pocket in tasca, e in viaggio per la prossima avventura!

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Guest blogger: Francesco Gola
www.francescogola.net

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