19.03.2014

Engagement photo session – parte 2

19.03.2014

Engagement photo session – parte 2

Riprendiamo il discorso sulla fotografia di fidanzamento o, come è più conosciuta, di engagement.
Dopo aver parlato nell’articolo precedente dell’abbigliamento e degli oggetti di scena, o props, un altro elemento che caratterizza questo tipo di servizio fotografico è la scelta del luogo.
Potrebbe essere un luogo significativo per la coppia come quello del primo incontro o del primo appuntamento, oppure semplicemente un luogo del cuore.
Le coppie più romantiche potrebbero preferire la campagna dove è più facile non essere osservati e dove la natura amena è sempre un fondale perfetto in ogni momento dell’anno.
Ma anche gli scenari urbani hanno un grande fascino anche se, ovviamente bisogna avere più coraggio di esporsi anche davanti ad un pubblico involontario.

Normalmente le coppie che richiedono un engagement session sono già coppie piuttosto spigliate che non hanno certo timore a mostrare il loro amore, il loro affiatamento e la loro complicità.
Questo non toglie che, giunti sul luogo prescelto, i primi minuti sono sempre un pochino imbarazzanti e quindi una breve chiacchierata introduttiva di conoscenza può essere utile per “rompere il ghiaccio”.
Io, in genere, chiedo di pensare al servizio fotografico come ad una sorta di storia, un canovaccio che aiuta la coppia a superare i momenti di impasse, quelli di 2ora che facciamo?”.
Normalmente, però, dopo i primi minuti le coppia si divertono così tanto, da dimenticare sia il fotografo che l’eventuale pubblico “non pagante”.
A questo punto non mi resta che registrare il loro amore e la loro felicità, dando solo qualche piccolo suggerimento sulla posizione e mostrando grande apprezzamento.
Queste sessioni per me sono così appaganti e divertenti da non sentire la fatica del peso dell’attrezzatura e delle posizioni improbabili che a volte assumo durante gli scatti.

Una cosa a cui i fotografi principianti non pensano è lo sfondo.
Sono talmente concentrati sul soggetto principale da trascurare ciò che non è in primo piano.
Quante volte mi è capitato di tornare a casa con scatti rovinati da paline stradali che sembravano spuntare dalla testa o dalle orecchie delle persone fotografate.
Noi vediamo in tre dimensioni e oggetti lontani e apparentemente insignificanti li percepiamo nella loro giusta posizione. Ma la fotografia ha solo due dimensioni e  inoltre la compressione prodotta dalle focali (specie quelle lunghe) da la sensazione che tutto sia sul medesimo piano e quindi la palina o il lampione che, nella realtà, è dietro il nostro soggetto sembra spuntare appunto dalla sua testa come uno strano e improponibile cappello.
Ora cerco di fare molta più attenzione a tutto ciò che viene inquadrato, ma mi capita ancora di “perdermi” nella scena principale “dimenticando” oggetti indesiderati che poi sono molto difficili da rimuovere perfettamente in post produzione.

I momenti migliori per fotografare con luce naturali sono le prime ore del mattino e l’ora che precede il tramonto, quando la luce è calda e il sole produce ombre più lunghe e più morbide.
Purtroppo non sempre è possibile concentrare le sessioni fotografiche nella cosiddetta “golden hour”.  I non addetti ai lavori sono convinti che una bella giornata di sole nelle sue ore centrali sia l’ideale per la fotografia.  Una sorgente luminosa più è piccola rispetto al soggetto e più produce ombre dure (cioè più è netto il passaggio tra le aree molto illuminate e quelle completamente in ombra). Il sole è molto grande ma considerando la distanza si può assimilare ad una sorgente di luce puntiforme.  Questo è il motivo per cui in una bella giornata tersa, nelle ore centrali, il sole, più “piccolo” e più “altro” nel cielo produce ombre profonde e colori meno brillanti.
Se volete approfondire l’argomento potrete trovare moltissimi articoli e tutorial sul web.

Io ho cominciato a scattare alle 14, certo non un’ora ideale ed è per questo che ho preferito posizionare i miei soggetti controsole, in posizioni in cui la luce fosse filtrata da alberi (creando anche un gradevole gioco di luci e ombre) o decisamente in ombra aiutata dall’ambiente urbano di Torino con i suoi portici e i suoi bellissimi palazzi.
Per attenuare le ombre del controsole è opportuno usare un pannello riflettente o un colpo di flash di riempimento.

Da servizi fotografici di engagement si possono realizzare bellissime cards da inviare a parenti ed amici per avvisarli che nel giro di qualche mese la coppia convolerà a nozze.
E’ il cosiddetto  “save the date” che si potrebbe tradurre con “segnati o ricorda questa data”.
La mia amica Cinzia con le mie fotografie ha realizzato, appunto, questi bellissimi annunci utilizzando proprio le fotografie di queste sessioni fotografiche.
Grafica e fotografia ancora una volta a braccetto.

Mari

Decoratrice, blogger e fotografa. Specializzata in decorazioni di pregio e trompe l’oeil, unisce la passione per la fotografia con quella per la decorazione e l’arredamento in particolare in stile shabby chic.
Ha scritto con Cinzia Corbetta il libro “La Magia del Bianco, lo stile shabby chic in Italia”, in cui si è occupata della parte fotografica.
Ama le persone e adora fotografarle nella vita di tutti i giorni e nei loro giorni speciali, come quello del matrimonio.

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