30.06.2014

New York, la città che cambia d’abito

30.06.2014

New York, la città che cambia d’abito

New York, la città che cambia d’abito

Adoro New York.
Perché? Perché New York è una città che non annoia mai. Riesce sempre a sorprendere, a entusiasmare, a emozionare.
E’ frenetica, vivace, multietnica, caotica. E’ la città delle grandi opportunità. E’ la città che cambia d’abito e si trasforma completamente.
Sì, perché se al mattino la Grande Mela ha uno stile grunge e un mood underground, di sera muta completamente il suo look: si veste di meravigliose lucine che rendono l’atmosfera romantica e suggestiva.

New York è una città stimolante che offre tantissimi spunti per gli appassionati di fotografia. Ma – anche se potrebbe sembrarlo – scattare belle foto in questa grande metropoli non è proprio così semplice. Essendo uno dei luoghi più fotografati al mondo, il rischio di risultare banali – proponendo scatti visti e rivisti – è sempre dietro l’angolo.
Più volte mi è capitato di trovarmi di fronte a panorami molto suggestivi composti da una moltitudine di grattacieli. Ho provato a fotografarli, ma in foto risultavano inespressivi. Non suscitavano nulla in me.
Come fare a personalizzare quel panorama già visto in migliaia di foto?
Io mi guardo attorno, cercando un soggetto vicino che possa dare alla foto un tocco di originalità, che possa regalarle un’anima. Sono un’amante dei colori vivaci e dei contrasti cromatici che genero accostando due o più colori decisamente differenti. Mi bastano indumenti dalle tonalità accese o anche solo un cappello esuberante.
Basta trovare un qualcosa che, accostato al paesaggio, lo possa impreziosire.
Poi decentro il soggetto cercando di posizionarlo all’estremità destra o sinistra dell’inquadratura.

Freedom Tower

Ma non sempre si è fortunati. Non sempre il soggetto ideale è pronto per essere immortalato. E allora bisogna attendere pazientemente – e qui subentra il fattore “carpe diem”. Per scattare una buona foto spesso è necessario un pizzico di audacia – che spinge a scattare nel momento giusto – frammista a un buon pizzico di fortuna – che invece è fondamentale per essere nel posto giusto.

A volte, però, il soggetto ideale per dare vita alla foto non arriva. E quindi bisogna crearselo “posizionando” a piacimento una figura umana – un amico, il partner o anche se stessi se si utilizza l’autoscatto – e fingendo che sia un passante. Questo è quello che faccio quando voglio immortalare un graffito o un’opera di street art che da sola risulterebbe piatta, monotona.

New York è la città perfetta per chi, come me, adora fotografare murales e graffiti. Da SoHo a Brooklyn, per finire nel Bronx. Se ne trovano tanti in ogni quartiere.

Graffiti

Quando sono a New York ritaglio almeno un pomeriggio del mio tempo per dedicarlo a Central Park, il grande polmone verde della città. Un’oasi di pace lontano dal traffico.

Adoro mangiare un hot dog nel parco – sì, mi fa sentire molto americana – passeggiare fino a perdere il senso dell’orientamento per poi sedermi all’ombra di un grande albero. Inoltre Central Park si può rivelare un ottimo set fotografico.

In primavera il parco pullula di bellissimi fiori che puntualmente mi fanno perdere la testa. Tendenzialmente cerco di mettere a fuoco i fiori o una parte di essi mentre tutto il resto è sfocato. Mi piace molto accostare gli elementi naturali a frammenti di vita quotidiana.

Central Park

Ed ora è arrivato il momento di parlare dei tramonti.

A chi non piacciono i tramonti? New York ne regala di meravigliosi e lasciarseli sfuggire sarebbe davvero un peccato.

Un MUST per immortalare il calar del sole mentre i grattacieli si tingono di arancio? Potrei dire il Top of The Rock o l’Empire State Building – da cui si gode di un’ottima vista – ma il posto che preferisco al tramonto è un altro e non necessita di alcun biglietto per l’ingresso. Sto parlando del Ponte di Brooklyn. Non solo offre una visuale completa dello skyline, ma permette anche di dedicare qualche scatto al Manhattan Bridge dietro il quale svetta l’Empire State Building.

Manhattan Bridge

Ricordate che il Ponte di Brooklyn è un luogo incredibilmente turistico ed è quindi impossibile fermare il via vai di gente solo per scattare una foto. A dir la verità, se non si presta attenzione si rischia persino di essere investiti dai ciclisti che sfrecciano da Brooklyn a Manhattan!

Il mio consiglio è di provare a trasformare l’indesiderato (in questo caso la gente che popola il ponte) in un soggetto voluto. Possono venir fuori delle foto vive, sicuramente più realistiche di un Ponte di Brooklyn vuoto – cosa che non accade praticamente mai.

Brooklyn Bridge

New York è anche la città dove la stravaganza regna sovrana: è piena zeppa di gente che usa le strade di Manhattan come vetrine. Ed è piena di artisti di strada. Ecco, loro sono altre “vittime” delle mie foto. Non è sempre facile immortalarli con uno scatto degno di nota dal momento che generalmente sono soggetti in continuo movimento. Anche in questo caso occorre munirsi di pazienza. E di buona osservazione.

Quando sento che qualcosa sta per accadere, posso anticipare l’azione.

Times Square

Gli scatti più emozionanti nascono dalla mente e dalla sensibilità umana. Quello che a me può apparire senza significato, a un’altra persona può suscitare delle forti sensazioni dando vita a una bellissima fotografia.
E’ giustissimo ascoltare consigli e apprendere nuove informazioni, ma tutto va poi mixato e rielaborato a seconda dei propri gusti personali e dei propri interessi.

Seguite il cuore e riuscirete a trasmettere il vostro mondo.
Io ci sto provando.

Manuela

Mi chiamo Manuela e mi definisco curiosa, entusiasta e irrequieta.
Non mi interessa la perfezione, ma la felicità.
Quando penso che al di là delle quattro mura c’è un mondo da scoprire, vado in estasi. Il solo pensiero che il mondo mi attende mi fa andare in visibilio, mi fa entusiasmare fuori ogni misura. E così da quando ho iniziato a viaggiare non ho mai smesso, ma torno sempre con piacere nella mia terra, la Puglia.
Il mio blog è nato da un’urgenza di scrivere, per dare voce ai pensieri e alle emozioni che accompagnano le mie esperienze.
Amo la fotografia perché mi permette di fissare per sempre attimi ed emozioni.

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