06.04.2015

Cibo e persone, come unirli nelle foto

06.04.2015

Cibo e persone, come unirli nelle foto

Quando scatto una foto di cibo sto sempre attenta a raccontare una storia: questa storia passa attraverso diversi elementi, dai colori, alla luce, al fattore umano che può essere o meno presente.
Spesso sono da sola a fotografare, quindi mi rimane difficile trovare un soggetto disponibile: cerco di corrompere mia sorella, mia nonna, i miei genitori o il mio ragazzo.
Il patto è sempre lo stesso: mi prestate le vostre mani per un po’, in cambio potete mangiarvi quello che stiamo fotografando. Ovviamente possono addentare la torta o il biscotto solo dopo che mi sono accertata che la foto sia venuta come speravo!

Spesso si inventano scuse poco credibili per non farmi da modelli. Quella più comune è: le mie mani non sono curate, non voglio che le usi in una foto che poi vedono tutti. Eppure sono proprio quelle foto quelle che hanno più significato.
Quando mia nonna mi ha insegnato a riconoscere le erbe di campo, sono riuscita a rubarle questa foto mentre puliva i radicchi seduta in giardino: in quelle mani segnate dal tempo e dal lavoro c’è tutta la storia che volevo raccontare.

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Quando riesco a superare queste scuse mi diverto a inserire un soggetto umano nelle mie foto.

Il mio modo preferito è quello di inserire un po’ di azione: una mano che afferra una fetta di torta, o che stringe una tazza. Non voglio che la mano sia il soggetto principale della foto, ma che dia un po’ di movimento, di calore umano. Voglio che quello che è solo un semplice set fotografico si trasformi come per magia in una scena rubata di vita quotidiana.

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Mi piace usare soggetti umani anche per presentare meglio il cibo, per renderlo velocemente il soggetto centrale della foto, annullando ogni altra distrazione.

Ovviamente in questo caso è importante che il soggetto si vesta in modo adeguato: niente colori sgargianti, o fantasie che disturbino la foto. Anche i vestiti stessi, la loro scelta e il modo in cui sono indossati contribuiranno a raccontare qualcosa in più, aggiungeranno un tassello alla storia che vogliamo creare.

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Un golf in lana bianco ben si addice a foto invernali, quasi con tema natalizio: fa da sfondo omogeneo e aggiunge texture e calore alla foto. Una camicetta a quadri racconterà invece di primavera, scampagnate e picnic. Non abbiamo bisogno di aggiungere altro alla foto, già con questi pochi dettagli riusciamo a collocare il cibo, l’eroe del nostro scatto, in un contesto ben preciso.

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Una foto con soggetto umano può anche servire a presentare meglio gli ingredienti, che altrimenti giacerebbero abbandonati su un tavolo. I carciofi in questa foto, tenuti in mano e presentati con una giusta luce naturale, sembrano quasi un bouquet di fiori.

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Anche quando vogliamo illustrare un passaggio di una ricetta fa comodo avere a disposizione qualcuno che si presti alle foto. Quando si impasta il pane, o si prepara la pasta fresca, le mani diventano improvvisamente il soggetto principale: in questo caso mi piace scattare la foto rimanendo alla stessa altezza del tavolo, per concentrare tutta l’attenzione sul gesto stesso.

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Ovviamente non sempre serve avere un modello a disposizione: con un cavalletto, l’autoscatto e un po’ di prove si può riuscire anche ad avere il tempo sufficiente a passare da dietro alla macchina a davanti, mettersi in posa e aprire persino un uovo.

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Giulia Scarpaleggia

Giulia Scarpaleggia, insegnante di corsi di cucina toscana per turisti, food blogger, food writer e food photographer toscana, 33 anni, di Colle Val d’Elsa (Siena).
Ho aperto il mio blog nel febbraio 2009. A Gennaio 2012 ho iniziato a lavorare a tempo pieno come food blogger e insegnante di corsi di cucina.
A dicembre 2012 è uscito il mio libro I love Toscana, Food Editore, in Italiano e in Inglese.
A settembre 2013 ho vinto il Macchianera Food Award come miglior foodblogger italiana.
A settembre 2014 è uscito il mio secondo libro Cucina da chef con ingredienti low cost, BUR.
Blog: www.julskitchen.com
Twitter: @JulsKitchen
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