23.06.2015

La mia esperienza con Manfrotto Befree

23.06.2015

La mia esperienza con Manfrotto Befree

Tra tutti gli accessori essenziali che dovrebbe possedere un fotografo ritengo che il treppiede sia quello in assoluto più importante. E’ uno strumento molto importante perché ti da modo di far fronte a moltissime necessità e situazioni che non possono essere sistemate con la post-produzione.

Questa consapevolezza non è stata immediata, ma l’ho razionalizzata nel tempo e nel mio percorso fotografico che mi ha portato da foto-amatore a professionista del settore.

Ma il punto di svolta è stata sicuramente un’avventura di qualche anno fa con alcuni amici, che mi ha portato a fare un’escursione in montagna della durata di una settimana.

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Durante questa avventura, anche se non aveva nulla di legato con la fotografia, ho capito quanta differenza fa camminare con attrezzature leggere e compatte. Da quel giorno ho sempre preteso e ricercato delle attrezzature fotografiche che fossero semplici, comode e pratiche da trasportare.

Il passaggio a Mirrorless e la scelta di un treppiede leggero e compatto sono state le prime scelte che ho adottato non appena ne ho avuto l’opportunità e per questo motivo sono stato subito attirato dai treppiedi serie BeFree della Manfrotto®.

La scelta di testare questo prodotto è ricaduta senza indugi sulla serie in carbonio perché ritengo che non ci sia nessuna giustificazione economica che possa aiutarti quando il peso e la fatica, durante un’escursione o semplice camminata, sono i tuoi peggiori nemici. 

PRIME IMPRESSIONI

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Credo molto nelle prime impressioni. Ritengo che siano fondamentali per instaurare un rapporto e feeling, anche con gli oggetti che si adottano per fare il proprio lavoro.

Il treppiede BeFree si presenta, una volta estratto dalla sua confezione, chiuso all’interno della sua borsa/custodia realizzata con una tela di qualità e dotata di una tracolla sufficientemente larga e robusta per poter essere trasportato con facilità (anche se poi andrà ad agganciarlo direttamente sulla borsa/zaino). Istruzioni d’uso, una chiave per il la chiusura delle viti. Tutto nella norma. 

ESTETICA E MECCANICA

E’ sicuramente un treppiede moderno, e si vede. La sua costruzione ed assemblaggio escono dagli standard del treppiede come siamo abituati a vederlo ed immaginarlo.

Il giunto che collega le gambe alla testa è totalmente diverso da quello che si trova in giro di solito, per fare in modo che possa racchiudersi in un minor spazio (quello che alla fine avviene).

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La testa è sagomata per dare modo alle gambe di racchiudersi nel minor spazio possibile, caratteristica che ottimizza quanto fatto precedentemente. Una caratteristica della testa è anche il sistema di sicurezza per l’attacco della fotocamera.

Attaccare o staccare una fotocamera è un po’ scomodo, se non impossibile, con una mano sola. Però non va tralasciato il fatto che questo limite non serve ad altro che per prendere più sicura la nostra attrezzatura in modo da evitare che si stacci per errore o per distrazione.

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Le estensioni delle gambe non hanno nulla di innovativo all’apparenza, si tratta infatti del solito sistema telescopico. Tuttavia, non mancano anche qui delle novità; i sistemi si blocco/sblocco delle tre estensioni sono totalmente nuovi e permettono di essere azionati tutti in un colpo solo con una mano. Essendo un treppiede da viaggio è sicuramente una comodità notevole.

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Quello che però mi ha sorpreso, e per questo l’ho lasciato alla fine, è il sistema dei giunti adottato per regolare l’apertura delle gambe. Manfrotto® ha totalmente reinventato il sistema, che in questo treppiede BeFree esce totalmente dagli schemi cui ero abituato.

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Il sistema permette di sbloccare i giunti delle gambe e variarne l’apertura in pochi attimi, anche usando una sola mano. Questo sistema, se da un lato è totalmente innovativo, permette però di avere solo 3 regolazioni sull’inclinazione (o apertura) che ad un’analisi rapida e superficiale può sembrare un limite.

Nella realtà, specie per l’uso cui è rivolto il treppiede, queste tre regolazioni sono le più efficaci e soddisfano qualsiasi tipo di necessità, oltre che a rendere estremamente pratica l’operazione. 

PROVA SUL CAMPO

Questo treppiede, come si evince dal nome BeFree, ha uno scopo ben preciso ma io non ho voluto metterlo alla prova anche in un contesto completamente diverso.

Escursione

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Sto seguendo un progetto sul Cansiglio, pertanto non ho perso l’occasione di sfruttarlo in una delle mie uscite. Ho agganciato in tutta comodità e senza problemi il treppiede allo zaino e la sua leggerezza caratteristica mi ha permesso di trasportarlo senza avere sbilanciamenti o sentendomi una “zavorra” alle spalle.

In questo contesto il treppiede da il meglio di se; è sufficientemente robusto per essere trasportato senza problemi, permette di applicare varie regolazioni in modo rapido per adattarlo alla morfologia del terreno e se c’è la necessità di spostarlo in blocco ti da modo di farlo con una mano sola. 

Urban (street)

Serve un treppiede per fare foto in ambienti urbani? Certo che si! In un altro articolo viene proprio spiegato questo.

Questo contesto è molto simile a quello escursionistico, solo che in questo caso il treppiede BeFree si rende efficace per la sua discrezione. Non è fastidioso mettersi a fare delle foto e vedere le persone che si fermano a guardarti? Essendo un treppiede che può essere esteso/richiuso facilmente in modo rapido, oltre ad avere peso/dimensioni molto ridotte, è facile passare inosservati e realizzare degli scatti veramente interessanti in un modo totalmente anonimo. 

Studio/StillLife

Qui viene il bello. Dovevo fare delle foto test per dei prodotti mi sono chiesto se il BeFree poteva tornare buono anche in questo contesto così ho deciso di provare.

La situazione è molto semplice:

  • prodotti posizionati all’interno di un lightbox
  • due flash ai lati
  • fotocamera difronte al soggetto posizionata sul treppiede

In questi contesti è necessario che la fotocamera rimanga perfettamente ancorata al treppiede e che il tutto non subisca movimenti tra uno scatto e l’altro. Spesso si fanno più foto al soggetto per poi combinare le varie sorgenti luminose e sarebbe veramente disastroso se tra una foto e l’altra ci fossero dei micro-movimenti.

In questo contesto il treppiede, con tutti i suoi limiti, si è comportato egregiamente. Non è il suo campo principalmente per due motivi:

  • è molto leggero e questo compromette la sicurezza nel poter mantenere sempre la posizione fissa. Intendiamoci… non è che si sposta da solo, ma quando un treppiede pesa così poco basta sfiorarlo per spostarlo di qualche millimetro. In campo aperto, o per strada, il treppiede fa presa sul terreno o sull’asfalto ruvido, ma in uno studio spesso il pavimento è molto liscio.
  • questo treppiede non permette di raggiungere altezze notevoli, pertanto in questo contesto sono stato costretto ad estenderlo al massimo per poter fare delle inquadrature interessanti. Questa situazione non è la migliore perché quando un treppiede esteso al massimo è soggetto a micro-vibrazioni. Tutto sommato però, i risultati che ho ottenuto sono stati soddisfacenti. 

A CHI EADATTO

Il treppiede universale non esiste. Se si vuole fare fotografia nel modo giusto e dotarsi dei migliori accessori, bisogna avere la consapevolezza che anche il treppiede bisogna valutarlo e prenderlo in modo esclusivo per il tipo di fotografia che desideri fare.

Questo treppiede Manfrotto® BeFree è la soluzione ideale se rientri in questa tipologia di fotografo:

  • ti piace girare leggero
  • usi fotocamere mirrorless
  • vuoi avere strumenti versatili
  • non vuoi sentirti osservato 

CONCLUSIONI

Il treppiede Manfrotto® BeFree non è il primo di questa tipologia che utilizzo, ho già fatto uso di treppiedi simili prodotti da altri produttori, tuttavia sono rimasto piacevolmente sorpreso da questo modello per le novità introdotte.

La sorpresa non è stata tanto quanto l’ambito funzionale, bene o male tutti i treppiedi rispettano le caratteristiche e finalità per i quali sono stati progettati; piuttosto sono rimasto sorpreso da come Manfrotto® sia stata in grado di rinnovare ed evolvere con delle innovazioni tecniche un accessorio che tutto sommato era rimasto invariato per decenni.

Alessio Furlan

Fotografo freelance, insegnante di fotografia, autore e blogger.

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