02.07.2015

Scatti URBEX con LUMIE Muse

02.07.2015

Scatti URBEX con LUMIE Muse

La Urban Exploration è una fonte importante di soggetti per la mia fotografia mobile. Per chi non ne ha mai sentito parlare, l’URBEX è la passione di visitare luoghi e costruzioni abbandonate all’insegna del motto: “Porta via con te solo immagini, lascia solo le impronte dei tuoi piedi.”
L’abbandono da parte dell’uomo e la lenta riconquista della natura che reclama a se le costruzioni evoca una poetica malinconica e spesso drammatica che può essere fonte di forti emozioni.

Per quanto l’iPhone 6 vanti rispetto ai modelli precedenti della mela un sensore molto più avanzato e performante in condizione di luce scarsa, è evidente che il principale problema tecnico di scattare all’interno di edifici abbandonati è la scarsità di luce.
Il flash led dell’iPhone può servire per un selfie o un’istantanea ma in una grande sala buia o scarsamente illuminata attraverso le persiane chiuse riesce a fare ben poco.

La soluzione per chi non vuole trasportarsi un’intera attrezzatura da set fotografico è nell’uso di una luce LED portatile come LUMIE di Manfrotto.

LUMIE è un faretto LED potente, compatto (sta in tasca) e ricaricabile via USB con una buona autonomia (60 minuti di uso effettivo, provato sul campo) e una luce molto naturale dalla temperatura di 5600 K. La luminosità può essere dosata per ottenere l’illuminazione desiderata.
Per la mia prova sul campo ho scelto LUMIE Muse, la versione più potente delle tre disponibili (550 lux), le altre si chiamano Art e Play.

Ogni luce LUMIE è corredata da un cavetto USB per la ricarica, da una testa a sfera per montaggio su treppiede o sull’attacco a slitta di una reflex, e da un set di filtri colorati.

La gamma delle luci LUMIE può essere vista nei dettagli qui

Per il mio shooting ho scelto una villa rurale abbandonata, ovviamente priva di illuminazione elettrica; gli interni, nonostante la luce di una tarda mattinata di sole, variavano dal parzialmente illuminato al totalmente buio. Tutte le foto sono scattate con iPhone 6, LUMIE è stata l’unica illuminazione aggiuntiva utilizzata.

Foto 1

Anche quando l’ambiente da fotografare è sufficientemente illuminato, una luce fissa permette di effettuare il “riempimento” delle aree in ombra, come nel caso di questo armadio a muro nell’ingresso della villa. Le possibilità di regolazione dell’intensità della luce (su 5 step) permettono di trovare il giusto punto di illuminazione, in modo che la luce artificiale non venga percepita nello scatto.

Foto 2

Questo corridoio buio evidenzia la potenza di Lumie anche in un ambiente di una certa vastità. La luce è potente e naturale, senza dominanti di colore.

Foto 3

Anche in un ambiente praticamente buio LUMIE riesce a “far luce” sul soggetto, in questo caso permettendoci di catturare questa antica decorazione delle pareti.

Foto 4

Senza Lumie sarebbe stato impossibile dare giustizia a questa stanza in controluce così artisticamente invasa dai rampicanti.

Foto 5

La possibilità di regolare su più step la potenza di illuminazione permette di realizzare anche scatti delicati come questo.

Conclusioni
LUMIE ha prestato fede alle sue caratteristiche e si è dimostrato un ottimo aiuto per il mio shooting. Mi hanno colpito la potenza, la robustezza, la “tascabilità” dell’oggetto e la qualità della luce; nonostante sia un oggetto per il mercato dei consumatori, ha le caratteristiche di un accessorio “pro”.
Sarà d’ora in poi un compagno di viaggio fisso non solo per le mie spedizioni urbex, ma per qualunque shooting, lo vedo benissimo anche per la ritrattistica e come flash di riempimento all’aperto in giornate di sole.

Davide Capponi

Davide Capponi è un fotografo appassionato di fotografia mobile e di editing; le sue opere sono state esposte in Italia e all’estero, e pubblicate su quotidiani e periodici italiani. È membro fondatore del New Era Museum neweramuseum.org. Potete mettervi in contatto con Davide sul suo blog davidecapponi.com, su Instagram instagram.com/rubicorno, su Facebook www.facebook.com/davidecapponi.iphoneography e su Twittertwitter.com/Rubicorno.

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