Manfrotto Fotografia Islanda

29.11.2018

Viaggio in Islanda. Attrezzatura ed emozioni

written by:
Mattia Marasco

29.11.2018

Viaggio in Islanda. Attrezzatura ed emozioni

Sotto i miei piedi sento il rumore della lamiera che si piega leggermente, intorno a me c’è il silenzio, è l’alba, il sole ha da poco sorpassato la linea dell’orizzonte. Ci sono, ci sono veramente. Sono lì. Con la mia macchina al collo sono in piedi sulla carcassa del DC-3 Dakota, mi siedo ed entro a far parte di un’immagine ben impressa nella mia mente e che ho incrociato spesso negli ultimi mesi mentre studiavo per prepararmi a scattare fotografie in Islanda.

 

Manfrotto Islanda Manfrotto Islanda

 

Mentre mi preparavo decisi che il mio obiettivo era quello di provare ad andare oltre il classico racconto naturalistico: per come era organizzato il mio viaggio sapevo che non avrei avuto la possibilità di raggiungere i luoghi più selvaggi e isolati dell’isola, dovevo quindi trovare una soluzione diversa per realizzare il mio reportage. Avrei dovuto trasformare questo punto debole in un punto di forza prediligendo la raccolta di immagini più intime ed emozionanti, da questa decisione nasce un progetto che presenta una Islanda, secondo me, diversa da quella che siamo abituati a vedere, la mia Islanda è luminosa, accogliente e ricca di colori.

 

Manfrotto Islanda Manfrotto Islanda

Preparare l’attrezzutra per raccontare la terra del ghiaccio e del fuoco non è stato facile, dovevo viaggiare leggero quindi era importante essere pronto a circostanze diverse senza rendere difficoltosi gli spostamenti. Per fortuna avevo dalla mia parte il capiente zaino fotografico Manfrotto Pro Light 3N1-26, ampio, modulabile, ricco di tasche, semi-impermeabile e con spazio a sufficienza anche per un po’ di oggettistica personale che poteva tornarmi utile durante il viaggio.

Lo zaino mi è servito per portare con me: il mio obiettivo 24-70 f/2.8 (adatto per una notevole varietà di situazioni), un grandangolo 14mm f2.0, un filtro ND 1000 per divertirmi a giocare con le lunghe esposizioni, due panni per il vapore acqueo delle cascate, il kit pulizia e il treppiedi Befree Advanced Carbon, il compagno assolutamente perfetto per tutti i viaggiatori. Era la prima volta che avevo occasione di mettere alla prova un treppiedi Manfrotto, per di più in carbonio, e non penso potrò più farne a meno.

 

Manfrotto Islanda Manfrotto Islanda

 

Poter avere sempre con me questa attrezzatura ha permesso di riportare a casa delle immagini rappresentative di una terra in cui si fa davvero fatica ad andare al di là gli elementi naturali. I soggetti umani sono rari almeno che non si tratti di turisti quindi inevitabilmente il proprio racconto per immagini si deve concentrare sulla grandiosità e onnipresenza di una natura selvaggia, pure primordiale.

L’Islanda è senza ombra di dubbio una destinazione fotograficamente inflazionata, il turismo negli ultimi dieci anni è triplicato, quindi il mio suggerimento è di studiarvi bene i luoghi che andrete a visitare cercando su Instagram o su altre piattaforme spunti per ispirarvi: guardate come altri fotografi hanno immortalato quei luoghi per trovare nuove inquadrature magari più originali delle vedute classiche. Cercate di avvicinarvi ai soggetti che sceglierete, calatevi nel paesaggio mettendo in evidenza elementi di contrasto che diano profondità alle vostre immagini e offrano al pubblico una visuale intima diversa da quella spettacolare e di ampio respiro a cui siamo assolutamente abituati.

 

Manfrotto Islanda Manfrotto Islanda Manfrotto Islanda Manfrotto Islanda

L’islanda è ricca di luoghi in cui l’acqua è protagonista: cascate, ruscelli, lagune e spiagge. Cogliete l’occasione per mettervi alla prova con le lunghe esposizioni. Una volta giunti sul posto prendetevi del tempo per ragionare su come rendere efficace l’immagine attraverso la composizione più equilibrata, attendete la luce adatta se ne avete la possibilità (tuttavia data la latitudine la luce sarà sempre piuttosto buona a qualsiasi ora del giorno) e vedrete che questa isola straordinaria vi regalerà immagini fuori dal comune.

 

Mentre ero in viaggio un aspetto mi ha colto alla sprovvista, probabilmente ho peccato io di ingenuità, quasi tutte le cascate vi metteranno a durissima prova innalzando una notevole quantità di vapore acqueo che renderà difficile scattare pur rimanendo a decine di metri di distanza. Dovrete pulire le lenti quasi dopo ogni scatto e non vi basterà un solo panno poiché una volta bagnato perderà di efficacia e ne avrete bisogno di uno asciutto. Questa gocce di acqua rappresentano tuttavia anche un’opportunità speciale perchè quando vengono colpite dal sole danno vita a straordinari arcobaleni.

Insomma se desiderate sul fotografare le bellissime cascate islandesi vi consiglio di montare un filtro protettivo UV, così le vostre lenti saranno al sicuro e voi sarete liberi di pensare solo a scattare.

 

 

Un ultimo suggerimento: nei mesi estivi le giornate sono lunghissime se non infinite, avrete moltissime ore di luce e il sole tramonterà tre le 22:00 e 02:00 di notte (in alcuni giorni addirittura potrete assistere nell’arco di due o tre ore sia all’alba che al tramonto), se saprete organizzare gli spostamenti in modo intelligente avrete a disposizione molto tempo per fotografare dei tramonti mozzafiato.

Mattia Marasco

Mattia Marasco si occupa di comunicazione web ma da anni si dedica anche alla passione per la fotografia. Sul suo blog e su Instagram racconta Firenze e la sua terra, la Toscana. Di solito scrive, beve caffè e scatta foto. Dice a tutti di aprire un blog per il resto è piuttosto normale.

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